Le spedizioni al tempo dell’e-commerce. Vediamo cosa cambia.

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Le spedizioni al tempo dell’e-commerce. Vediamo cosa cambia.

e-commerce

Un sempre maggiore numero di aziende si affaccia oggi al mondo della vendita on-line.

C’é chi decide di investire da zero in questo ambito, ma anche chi, magari con decenni di esperienza alle spalle, affianca al proprio lavoro tradizionale anche il commercio elettronico.
Tuttavia, non sempre si è consapevoli che non si tratta semplicemente di un diverso canale di vendita e distribuzione dei propri prodotti o servizi ma, piuttosto, di un business a sé stante con logiche e peculiarità proprie.
Ed è così anche se i prodotti trattati sono gli stessi che la tua azienda realizza o commercializza da 50 anni.

Se quindi siamo d’accordo sul fatto che l’E-COMMERCE sia un qualcosa di autonomo e differente rispetto al tradizionale modo di fare impresa, che può certo diventare ad essa organico, ma viaggia pur sempre su un binario parallelo, non sarà difficile immaginare come anche gli aspetti distributivi abbiano caratteristiche proprie.

Da cosa discendono sinteticamente queste  particolari caratteristiche?

Essenzialmente da due questioni:

  1. target di clientela, dal fatto cioè che si opera generalmente nell’ambito del B2C (business to consumer) e non del B2B (business to business)
  2. veicolo di vendita, cioè dal fatto che il terreno su cui ci si muove è la rete.

Analizziamo il punto 1.

Quando parliamo di vendita B2B (Business to business), ci riferiamo a quei casi in cui la tua azienda vende i propri prodotti ad altre aziende ed operatori commerciali.

Esempio concreto:
Tu produci abbigliamento e vendi i tuoi prodotti a negozi e boutique.
Il tuo cliente è il negoziante, che però non è l’utilizzatore finale, bensì un operatore commerciale che andrà poi a rivendere ciò che ha comprato da te.

B2B - B2C

Quando invece trattiamo di vendita B2C (Business to consumer), facciamo riferimento ai casi in cui la tua azienda vende i propri prodotti o servizi al privato, che è di norma l’utilizzatore finale.

Esempio concreto:
Riagganciandoci a quanto detto sopra, questo è il caso del negoziante che venderà al dettaglio la merce che acquistata dalla tua azienda.
Il suo cliente finale è il privato cittadino che entra nel negozio ed acquista il prodotto o servizio generalmente per uso personale.

Quello che a noi interessa è il fatto che la vendita online è tendenzialmente (non sempre) una vendita B2C.

La domanda da porsi a questo punto è la seguente:

Come e quanto influisce la diversa natura dell’acquirente  sugli aspetti legati alle spedizioni?

Nel B2B,  mittente e destinatario sono entrambi aziende o operatori professionali.

In estrema sintesi questo significa che:

-ci sarà una certa programmazione degli ordini, dei tempi e delle modalità di consegna  (salvo casi particolari come ritardi di produzione, riassortimenti, sostituzioni, etc ).
– la localizzazione, i recapiti, gli orari di apertura al pubblico, etc..del destinatario saranno aspetti noti e prevedibili (questo consente una certa pianificazione delle consegne ed una maggiore linearità del servizio)
-i quantitativi medi di merce spedita saranno generalmente più alti rispetto a quelli del B2C (rispetto cioè all’ordine che potrà fare singolarmente un privato cittadino)

– in ragione dei maggiori volumi di merce le spedizioni avranno format differenti rispetto al B2C (merce su pallet, merce su casse, carichi completi, etc)

-il destinatario sarà generalmente in possesso di strumenti (transpallet, muletto, etc) o di soluzioni fisiche (ribalte, sponde idrauliche,etc) idonee a scaricare e movimentare merci di vari format

 

Nel B2C, invece, questi aspetti sono in buona sostanza rovesciati.

Ciò significa sinteticamente che:

– gli ordini non saranno programmati ma, dato che parliamo di un cittadino che acquista online un prodotto per suo uso personale l’acquisto tendenzilamente seguirà la semplice sequenza: vedo, mi piace, compro

– chi vende dovrà essere pronto ad evadere l’ordine nel più breve tempo possibile e a recapitare altrettanto velocemente la merce all’acquirente (non parliamo di un negoziante che ti ordina con 3 mesi di anticipo la nuova collezione autunno/inverno..è chiaro??)

P.S.Questo comprendi che fa un’enorme differenza perchè implica scelte di natura logistica e distributiva molto accorte.

-il destinatario sarà in molti casi un privato al quale vendi per la prima volta e pertanto la sua localizzazione ed i suoi recapiti saranno aspetti sicuramente meno noti rispetto a quelli di un’azienda (questo impatta sulla linearità della consegna, sulla marea di costi accessori che si generano per “l’ultimo miglio” e in definitiva anche sulla soddisfazione del cliente)
-i quantitativi di merce venduta e spedita ad ogni singolo cliente saranno sicuramente molto inferiori rispetto a quelli di un’azienda (le spedizioni saranno molto più piccole ma più numerose e frequenti)

-saranno richiesti servizi di consegna più personalizzati e una cura particolare per l’ultimo miglio (la fase finale del trasporto attraverso la quale il prodotto arriva nelle mani dell’acquirente)

 

Fatto questo brevissimo quadro riassuntivo delle particolarità legate alle spedizioni dirette a privati e a quelle dirette ad aziende, non dobbiamo però dimenticarci che ogni settore merceologico ha le sue peculiarità.

Ciò significa ad esempio che, se compro on line una stufa a pellet, nonostante io sia un privato che abita al terzo piano di un palazzo in pieno centro storico, è normale che mi vedrò recapitare l’oggetto su un pallet (anche se non sono un’azienda ed anche se non sono attrezzato per lo scarico).

Pertanto in questo caso la natura della merce incide sul format della spedizione (merce su pallet) indipendentemente dalla natura del destinatario (io che sono un privato e non dispongo di strumenti per lo scarico).

Ecco che allora il venditore dovrà scegliere  a monte un corriere che consegni nei centri storici o in zone ztl, che consegni i bancali e lo faccia anche con sponda idraulica senza sovrapprezzi.

 

Analizziamo ora il punto 2.

Cosa implica il fatto che il terreno su cui l’e-commerce si muove è la RETE????

Molte cose, ma per quello che ci riguarda, una su tutte: VELOCITA’.

Rete-VelocitàChi compra online infatti ha la necessità e la volontà di avere nel più breve tempo possibile a disposizione la cosa acquistata.
Se accostiamo a questa esigenza irrinunciabile tutto quello che abbiamo visto prima, possiamo comprendere come la gestione e l’ottimizzazione delle consegne legate alla vendita online, siano questioni molto delicate.
Questioni che incidono in maniera DETERMINANTE sul processo d’acquisto e sul livello complessivo del servizio offerto ai propri clienti.

Ma anche sul controllo dei propri costi aziendali.

Eh sì! Perché se ti ho già detto di come la velocità con cui la merce viene consegnata sia uno dei fattori determinanti per soddisfare le aspettative del cliente, che in funzione di questo poi ti rilascerà, laddove possibile, anche un feedback positivo o negativo, mi sono però dimenticato di dirti un’altra cosa molto molto importante.

Tutti gli aspetti visti sopra a proposito delle consegne B2B e B2C  hanno forti ricadute in termini di COSTI.

E adesso ti spiego perchè.

Generalmente, se hai un e-commerce, ricarichi il costo del trasporto sul prezzo del prodotto oppure lo indichi a parte.

In ogni caso le spedizioni partono sempre in porto franco (spese di trasporto a carico del mittente).

Questo significa che dovrai fare una stima a monte dei costi di spedizione e una volta fatto il prezzo, il cliente procederà al pagamento e tu gli invierai la merce.

Il problema è che da quel momento in poi, da quando cioè avrai affidato la merce al corrieri, tutto quello che succederà nella filiera del trasporto e che tu non hai previsto, se avrà un costo (quasi sempre ce l’ha), quel costo ricadrà totalmente sulle tue spalle.

Vuoi degli esempi???

– se il corriere non riesce a trovare il destinatario per “x” volte consecutive o i contatti del destinatario forniti risultano errati o incompleti, la merce viene messa in giacenza (LA PAGHI TU);
– se dopo “x” giorni di giacenza la merce non viene per vari motivi consegnata, si sommano oltre ai costi di giacenza anche i costi di rientro o di riconsegna (LI PAGHI TU);
– se il destinatario rifiuta le merce per qualsiasi motivo, come sopra, la stessa a seconda dei casi va in giacenza o viene fatta rientrare in automatico al mittente (in entrambi i casi PAGHI TU);
– se il destinatario chiede una consegna su appuntamento posticipata, nel caso sia prevista una commissione aggiuntiva LA PAGHI TU;
– se il destinatario ti chiede di variare l’indirizzo di consegna originariamente fornito,nel caso sia previsto un costo per “cambio indirizzo” lo PAGHI TU;
– se il destinatario riceve la merce, ma non è soddisfatto e vuole rendertela, generalmente la spedizione di rientro l PAGHI TU  (il reso gratuito è una pratica ormai largamente diffusa);

E potremmo continuare con molte altre fattispecie con le quali, chi vende online, si misura ogni giorno.

La cosa fondamentale da comprendere quindi, è che tutti questi costi che non sei in grado di prevedere (da solo) e sui quali non hai controllo (se non sai come fare per averlo), sono costi di cui dovrai comunque farti carico.

Ecco perchè pianificare una delivery policy di un e-commerce che sia funzionante, efficiente e profittevole è un’operazione molto complicata che difficilmente uno che inizia può fare da solo.

Ma anche chi lavora già con corrieri e pensa di sapere come fare, se non conosce le specificità di questo settore riguardo al tema dei trasporti e delle spedizioni, può fare grossi danni.

Infatti ti prego di credermi che queste voci che sulla carta sono “accessorie” e che su un business tradizionale B2B impattano in misura molto inferiore, nella pratica diventano quasi una costante per chi fa commercio elettronico ed incidono pesantemente sulle fatture dei corrieri e sui costi finali di trasporto.

Spero di averti aiutato a comprendere perché, parlando di spedizioni, il mondo dell’e-commerce sia un mondo a parte e quali siano le variabili determinanti che entrano in gioco in questo microcosmo dei trasporti.

Avere una logistica distributiva non ottimizzata è oggi un rischio enorme per qualsiasi azienda (sia dal punto di vista dei costi che del funzionamento dell’impresa stessa), ma  in ambito e-commerce diventa davvero questione di vita o di morte.

E’ per questo che, soprattutto chi si approccia per la prima volta a questo tipo di commercio, è fondamentale che conosca gli standard richiesti dalla clientela, sappia orientarsi in mezzo all’offerta dei vari operatori di settore e sia consapevole, prima ancora di inziare, di quali siano gli aspetti che più incideranno sui propri costi di trasporto e ai quali occorrerà prestare estrema attenzione.

Una buon modo per iniziare è sicuramente quello di prevedere e pianificare strumenti di controllo sui costi che si andranno a generare, in particolare su quella lunga schiera di costi variabili ed accessori che il 90% delle volte fanno la differenza.

Ma saporattutto quello di seguire i consigli di qualcuno che i trasporti e le spedizioni li maneggia da quasi 10 anni

P.S. Non i consigli dell’amico o  della web agency che ti ha fatto il sito e che ti dice quali corrieri utilizzare senza avere cognizione di causa ma basandosi solo sulle esperienze di qualche altro cliente che magari opera in un settore completamente diverso dal tuo.

Il mio consiglio allora è quello di fare un salto qui e scoprire cosa possiamo fare per te.

Anche se molti dei contenuti che troverai sono stati realizzati per aziende che hanno già un traffico in essere, ti garantisco che le risorse gratuite che ti mettiamo a disposizione saranno i tuoi migliori alleati anche se stai iniziando.

Ti permetteranno di evitare molte delle scottature che è quasi normale prendere in questo settore.

 

 

Ad un nuovo modo di gestire i trasporti!

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